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Milano Art Gallery: all’interno della mostra “Evoluzioni artistiche” l’ informalismo materico dei quadri di Giuseppe Oliva

Nel rinomato contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, in zona corso Genova, ha aperto i battenti un’importante mostra collettiva, in titolata “Evoluzioni artistiche” organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, che resterà in allestimento fino al 9 Gennaio 2015. Il vernissage ha avuto luogo in data Sabato 20 Dicembre, con la presenza di autorevoli nomi di spicco e in particolare del carismatico scrittore noir e personaggio tv Andrea Pinketts, che è stato l’ospite d’eccezione durante l’evento inaugurale. Tra i talentuosi artisti selezionati per l’interessante iniziativa c’è il pittore Giuseppe Oliva, con l’esposizione di quadri dal suggestivo informalismo materico di sorprendente impatto visivo.

 

Oliva, nell’illustrare la tecnica pittorica da lui preferita spiega “Tutti i miei dipinti sono realizzati con colori a olio, spalmati con spatolate rapide, continue ed irregolari. Lavorare a spatola è sicuramente esaltante, perché ti permette di dare risalto al movimento attraverso dei tocchi di intensità, profondità e spessore diversi, a seconda cioè dell’effetto che in quel momento si vuole rendere sulla tela” e prosegue sottolineando come “Il movimento della spatolata e l’abbondanza della quantità della materia mi permettono di mettere a fuoco il particolare come parte del tutto, nel tentativo di addentrarmi in modo sempre più forte ed incisivo nella realtà circostante, come fonte di geometrie cromatiche emozionali. La sovrapposizione dei colori, senza confonderli e mischiarli, permette di ottenere una superficie omogenea su cui poi, scavando con dei passaggi di spatola, si possono ricavare delle sensazioni di movimento e di profondità e ciò mi attira in particolare modo in questa forma di pittura”.

 

Oliva di recente ha preso parte a due prestigiose mostre curate dal critico Vittorio Sgarbi, ricevendo positivi apprezzamenti sull’originale stile espressivo. Nel parlare del suo sentirsi artista contemporaneo, inserito nel panorama attuale, dice “Potrei considerarmi un ‘artista informale’ che attraverso il colore e l’intensità delle spatolate cerca di trasferire allo spettatore le proprie emozioni, scorci della propria vita, che emergono in modo netto ed inequivoco dalla contrapposizione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande. Dicotomia in cui l’infinitamente piccolo, che è parte integrante del tutto, rappresenta il mezzo attraverso il quale capire ed apprezzare sempre di più la realtà che ti circonda, che è ciò che fondamentalmente da’ origine alle nostre emozioni, bagaglio del passato per vivere il presente ed affrontare più forti in nostro futuro”.

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