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  • Obblighi di legge per il personale HACCP

    Qual è l’obbligo di formazione per tutto il personale addetto alla preparazione e somministrazione degli alimenti per ottenere la certificazione HACCP?

    L’obbligo della formazione professionale per tutto il personale addetto alla preparazione e somministrazione degli alimenti (compresi i responsabili HACCP), è stato notevolmente ribadito dal Reg. 852/04 e dalle diverse disposizioni regionali italiane.

    Queste normative hanno prescritto il coinvolgimento diretto del personale, attraverso una periodica e comprovata educazione sanitaria.

    In particolare, l’imprenditore alimentare deve garantire che i propri dipendenti abbiano ricevuto idonea formazione circa:

    • l’igiene alimentare, con particolare riguardo alle misure di prevenzione dei pericoli igienico-sanitari connessi alla manipolazione alimentare;
    • l’applicazione delle misure di autocontrollo correlate allo specifico settore produttivo ed alle mansioni svolte dal lavoratore stesso.

    L’obiettivo è quello che, ciascun incaricato conosca e comprenda i vari rischi insiti in tutta la filiera alimentare e come tali pericoli possono essere prevenuti o minimizzati, tramite una corretta prassi igienica.

    Chi deve frequentare il corso di formazione HACCP?

    Chiunque manipola alimenti, anche per successiva vendita (cuochi, aiuto cuochi, pizzaioli, catering, camerieri, pasticceri, gelatieri, gelatai, pescivendoli, pastai, macellai, lattiero caseari, macellatori, sezionatori, dolciumi sfusi, alimentaristi, baristi, sia che manipolino alimenti, sia che somministrino solo bevande od alimenti confezionati, mungitori, trasportatori che durante le fasi del trasporto possono entrare in contatto con alimenti non confezionati, panificatori, ecc.)

    Chi è esonerato dal fare il corso di formazione HACCP?

    Tutti coloro che sono in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:

    • Laurea in Medicina e Chirurgia;
    • Laurea in Veterinaria;
    • Laurea in Scienze Biologiche;
    • Laurea in Scienze e Tecnologia Alimentare;
    • Laurea in Assistente sanitario;
    • Laurea in Tecnica della Prevenzione;
    • Laurea in Infermieristica;
    • Laurea in Dietista;
    • Laurea in Farmacia;
    • Laurea in Sicurezza Igienico-Sanitaria degli Alimenti;
    • Laurea in Chimica o Chimica Industriale;
    • Laurea in Biotecnologie;
    • Diploma di Tecnico dei Servizi di Ristorazione, rilasciato da un Istituto Professionale Alberghiero.

    E inoltre chi già, prima dell’emanazione, avesse frequentato con esito positivo un corso abilitante alla somministrazione o alla vendita di cibi e bevande.

    Quanto dura e come si svolge il corso di formazione HACCP?

    Il corso di formazione haccp dura 4 ore (Regione Lombardia), comprensive di adeguata istruzione (in merito ad igiene della persona, malattie trasmissibili dagli alimenti e sanificazione) e test finale di controllo.

    Chi è soggetto solo ad obbligo informativo?

    Per chi non manipola alimenti (es. cantinieri addetti all’imbottigliamento, lavapiatti, venditori frutta/verdura, venditori alimenti confezionati non deperibili, mugnai, personale degli asili e scuole materne che non manipola alimenti), le misure informative – formative sono assolte con la presa visione delle “Norme di comportamento per una corretta preparazione/manipolazione sicura degli alimenti”.

    La presa visione è dimostrata dall’apposizione sul documento di data, timbro dell’impresa e firma di ciascuno degli addetti dell’impresa alimentare (titolare, dipendenti, collaboratori ecc.) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o del rapporto di lavoro.

    Il personale saltuariamente impiegato in sagre, fiere, manifestazioni è soggetto all’obbligo di formazione?

    Rimane esente dal possesso del libretto di idoneità sanitaria il “personale saltuariamente impiegato dagli organizzatori di sagre, fiere e manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico”, secondo quanto già disposto dall’art. 92 punto 14 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388.

    Per le aziende che non vogliono certificarsi, sono disponibili professionisti esterni per la consulenza in materia di HACCP.

  • Inquinamento plastica: un’emergenza alimentare

    L’uomo mangia 5 grammi di plastica ogni settimana e questa sta diventando un’emergenza sempre più pressante.

    Mano a mano che gli scienziati studiano il problema ci si rende conto della gravità della situazione: se fino a qualche anno fa si pensava che il problema principale fosse di natura strettamente ecologica per la vita di flora e fauna, oggi, progressivamente, ci si sta rendendo conto che l’emergenza sta trasformandosi in un problema anche sanitario.

    Una dieta a base di plastica

    Secondo gli ultimi studi, assumiamo tutti i giorni plastica in forma di particelle.

    I dati pubblicati sono sconvolgenti e sono destinati a rivalutare l’approccio al problema plastica in modo radicale, infatti l’alimentazione tramite acqua e cibo risulta fortemente contaminata.

    Secondo lo studio “No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People” dell’università di Newcastle, l’assunzione di plastica è continua e avviene attraverso cibi e bevande ormai tutti fortemente contaminati dalle microplastiche.

    Trattandosi di frammenti di dimensione microscopiche non ce ne rendiamo conto, ma è stato calcolato che che ingeriamo 2000 particelle a settimana, pari a 5 grammi circa, il che corrisponde al peso di una carta di credito, e quindi a 250 grammi annui e 100.000 frammenti.

    La minaccia delle microplastiche

    Le microplastiche sono state rilevate ormai in tutta l’acqua esaminata nel mondo sia in quella di superficie, ma cosa ancor più grave è presente anche nelle falde acquifere che usiamo per attingere l’acqua minerale.

    Ecco dunque che siamo senza scampo: sia che si beva acqua di rubinetto oppure acqua in bottiglia è indifferente comunque ingeriamo plastica, tra gli alimenti invece i più inquinati risultano essere frutti di mare, sale e birra.

    Alcuni mesi fa sono state addirittura ritirate alcune tavolette di cioccolato di marca perché contaminate da particelle di plastica.

    Il cioccolato rappresenta uno degli alimenti più apprezzati sia da grandi che da piccoli, ha sconvolto gli amanti di questo dolce alimento, la notizia, a poche settimana dalla Pasqua del 2019, che, all’interno di alcune tavolette di una delle marche più amate, è stato trovato il materiale forse più inquinante e nocivo per l’uomo: “la plastica”.

    L’allarme è stato dato dall’azienda produttrice stessa ed è scattato subito il ritiro.

    Lo studio WWF sulle microplastiche

    Una ricerca australiana commissionata dal WWF cerca di comprendere l’impatto dell’inquinamento da microplastiche sugli esseri umani.

    Forte di questa ricerca, WWF ha provveduto a mettere in guardia con decisione i governi sugli effetti dannosi per gli esseri umani delle microplastiche e ha invitato a un’azione decisa e concertata per gestire il problema che andrà risolto alla radice e in tempi stretti.

    Infatti per limitare le microplastiche andranno fermate le milioni di tonnellate di plastica che continuano a essere diffuse in natura e un solo stato non è in grado di incidere sul problema in modo efficace ma serve la buona volontà di tutti.

    Il problema plastica in Italia

    L’Italia ha intrapreso già azioni decise per la limitazione del problema vietando l’uso di prodotti di plastica monouso.

    Anche la sensibilità della cittadinanza è molto cresciuta: molti adottano sistemi casalinghi di depurazioni ad osmosi che consentono di limitare se non azzerare l’utilizzo di bottiglie di plastica.

    I produttori di depuratori di acqua domestici sono stati tra i primi a iniziare una sensibilizzazione dell’utenza verso l’abbandono delle bottiglie di plastiche e molti dei consumatori che hanno adottato un depuratore domestico lo hanno fatto sia per una motivazione ecologica che, ovviamente, per un netto risparmio potenziale sulle spese dell’acqua.

  • Condensa sulle finestre di casa, come prevenire questo problema

    Con il cambio di stagione e il freddo dell’inverno, il fenomeno della condensa sui nostri infissi e serramenti diventa sempre più frequente.

    La sua comparsa può portare a problematiche quali muffa attorno ai bordi delle finestre, gocce d’acqua che possono rovinare i nostri pavimenti, soprattutto in presenza di parquet, i nostri mobili in legno e addirittura l’intonaco delle pareti.

    Ma cosa produce questo fenomeno? Può dipendere da una scarsa qualità del serramento di casa?

    Come si forma la condensa sui vetri delle finestre

    La condensa si viene a creare quando, nella nostra casa, è presente un livello eccessivo di umidità, cosa che, è più facile che si verifichi durante i mesi invernali e in quelle stanze più caratterizzate dal fenomeno dell’umidità, come la cucina, il bagno, la lavanderia e la cantina.

    L’aria interna della casa, più calda, si condensa sulle superfici dei vetri di porte e finestre e crea acqua.

    Questa è la condensa interna, ed è la causa dei problemi di muffa o dei danni al nostro arredamento, mentre la condensa esterna, generata dalla rugiada che si deposita sull’infisso, è del tutto innocua.

    La responsabilità dei serramenti nella formazione della condensa interna era più elevata qualche anno fa, a causa della posa di serramenti in alluminio a taglio freddo o privi di doppi vetri.

    In questo caso l’infisso trasmette all’interno dell’abitazione il freddo dell’esterno e l’unica soluzione è la completa sostituzione con supporti più moderni e performanti.

    Condensa in caso di serramenti a taglio termico o doppi vetri

    L’evolversi della tecnologia del serramento ha permesso di diminuire i costi legati alla dispersione di calore, e alla manutenzione della nostra abitazione.

    Tuttavia, fenomeni di condensa possono verificarsi anche in presenza di serramenti in alluminio a taglio termico, in pvc, con gasi argon, canalino termoisolante o con doppi vetri.

    Questo può essere il sintomo che la posa del serramento può non essere avvenuta in maniera corretta, con non siano stati utilizzati materiali di qualità, oppure che, nel tempo, l’infisso richieda un certo livello di manutenzione o una sostituzione in caso di condizioni climatiche particolarmente rigide.

    Ad esempio: nonostante l’acquisto di serramenti a taglio termico notiamo tracce di condensa?

    In questo caso è possibile che il controtelaio sia in metallo, una condizione che rende inefficace la posa del serramento isolante.

    Oppure: si forma acqua all’interno delle finestre a doppi vetri oppure attorno al serramento?

    Può significare che il vetro non è più a tenuta stagna a causa di una falla all’interno dell’intercapedine.

    Per risolvere questi problemi è sempre bene rivolgersi a professionisti nella posa dei serramenti.

    Consigli per ridurre l’umidità

    Un’altra causa della condensa in presenza di serramenti a taglio termico è d ricercarsi nelle condizioni ambientali come il tasso di umidità oppure a comportamenti e abitudini sbagliate.

    Ecco alcuni consigli per ridurre l’umidità all’interno della nostra abitazione:

    • Non stendere la biancheria in casa e non lasciamo asciugare il bucato sui caloriferi;
    • Anche d’inverno arieggiamo sempre i locali lasciando aperte le finestre tutti i giorni;
    • Utilizziamo ventole per il bagno o cappe aspiranti per la cucina per evitare la dispersione dell’umidità;
    • Mantieni la casa ad una temperatura ragionevole, attorno ai 20°
    • Teniamo sotto controllo l’umidità della casa con un igrometro e attiviamo un deumidificatore se notiamo condensa eccessiva.
  • Vantaggi del Rehau Thermo-Design 70 negli infissi in pvc

    Chiunque vorrebbe vedere casa propria come un luogo sicuro, caldo e accogliente. Queste caratteristiche si possono ottenere grazie agli infissi in pvc con sistema Rehau Thermo-Design 70.

    Questi infissi presentano molteplici vantaggi, in questo articolo andremo ad illustrarli in maniera esplicativa.

    Primo fra tutti, la produzione è affidata a operai altamente qualificati che curano passo passo la lavorazione di ogni singolo infisso.

    Rehau Thermo-Design 70: semplicità ed efficacia

    Innanzitutto i diversi pezzi che compongono l’infisso vengono tagliati uno per uno, per poi essere saldati tra di loro (ottenendo così il telaio).

    Tutte queste operazioni vengono eseguite da lavoratori specializzati perché i macchinari impiegati vanno impiegati in sicurezza per ottimizzare la qualità del prodotto.

    Gli stessi devono essere essere programmati in modo preciso il modo per creare un risultato perfetto dal profilo impeccabile.

    Proprio questo tipo di lavorazione garantisce la posa serramenti certificata e personalizzata per la nostra abitazione.

    Infatti si ha la possibilità di scegliere ogni minimo dettaglio, per personalizzare al meglio la propria abitazione e mettere in risalto le varie finestre che donano luce all’ambiente.

    E’ possibile dare ai telai diverse forme: più o meno arrotondate, con angoli smussati o più geometrici.

    I produttori permettono anche di ordinarli della misura desiderata.

    Serramenti di questo tipo sono quindi adatti sia a finestre molto grandi, poste magari nelle stanze più soleggiate, come, ad esempio, il soggiorno o la cucina, ma anche a finestre molto piccole, come quelle che ci sono in alcuni bagni.

    Il profilo del serramento che arreda

    Nonostante la molteplicità di ambienti in cui possono essere impiegati, gli infissi possono sempre essere adattati allo stile dell’ambiente.

    Questo è un grande vantaggio offerto dalla scelta di un’ampia gamma di colori e rifiniture.

    Si potrà dunque optare per diverse colorazioni (dal classico bianco a colori più accesi, come il rosso, per un ambiente più pop).

    Oltre a questi avremo a disposizione anche un raffinato effetto legno (senza avere però tutti i difetti che presenta invece il legno), fino ad arrivare a delle finiture metalliche, che sono forse le più particolari.

    La possibilità di personalizzare i propri infissi sono quindi pressoché infinite, e siamo ancora alla punta dell’iceberg, poiché ci sono altri vantaggi ancora più importanti.

    Rehau Thermo-Design 70 significa risparmio in bolletta

    Innanzitutto, sono facili da pulire, in quanto le superfici lisce permettono una pulizia agevole e veloce.

    Inoltre, i serramenti con questa tecnologia, offrono un’elevatissimo isolamento termico.

    La nostra casa raggiungerà più velocemente la temperatura desiderata e la manterrà molto più a lungo (permettendo di spegnere prima i termosifoni o i condizionatori, risparmiando quindi energia e denaro sulle bollette che saranno molto meno care).

    Spesso questo aspetto non viene considerato, ma è un grosso errore, in quanto, se in inverno, si ha la necessità di tenere accesi i termosifoni per tutto il tempo per avere la casa alla temperatura desiderata, il costo in bolletta sarà piuttosto alto.

    Se invece la temperatura rimane costante anche a riscaldamento spento, si avranno dei prezzi molto più modici.

    Chiaramente lo stesso discorso è applicabile all’estate, dove le temperature, spesso torride, costringono a tenere accesi per molto tempo ventilatori e condizionatori, facendo alzare vertiginosamente le bollette.

    Infissi di sicurezza per la nostra abitazione

    Oltre a questo vantaggio, gli infissi dal profilo Rehau Thermo-Design 70 rendono la casa decisamente più sicura.

    Questo è un elemento molto importante, poiché, specialmente per chi abita al piano terra, ma anche al primo piano, la possibilità che si introducano dei ladri in casa è una preoccupazione che può anche tener svegli.

    Questi infissi però possono essere rinforzati, impedendo così anche a chi fa uso di un cacciavite o di un piede di porco, di poter fare irruzione in casa.

    Una casa sicura permette di dormire sogni tranquilli e di considerare casa propria come un’oasi sicura.

    Questi sono i principali vantaggi di questo tipo di porte e finestre:

    • manodopera altamente qualificata attenta alla qualità,
    • possibilità di personalizzare gli infissi (misure, forme, colori),
    • eccellente isolamento termico e sicurezza.

    Per tutte queste ragioni la tecnologia Rehau Thermo-Design 70 è la migliore garanzia di qualità nella scelta per una casa efficiente.

  • Come approcciarsi alla formazione HACCP

    Se stai per approcciarti al settore alimentare, in qualità di imprenditore, di dipendente o di collaboratore, devi assolutamente sapere cos’è l’HACCP e perché è così importante per le attività che rientrano nella filiera produttiva e distributiva di alimenti e bevande.

    HACCP (acronimo di Hazard Analysis Critical Control Points – in italiano Analisi dei Pericoli e Punti Critici di Controllo), è un sistema di controllo per evitare pericoli per la sicurezza alimentare che possono verificarsi durante la produzione e manipolazione di alimenti.

    Qual è la normativa di riferimento?

    Con il primo gennaio 2006 è entrato in piena applicazione a livello Europeo il “Pacchetto Igiene”, una serie di regolamenti comunitari finalizzati a dettare regole igienico-sanitarie a tutela della sicurezza alimentare immediatamente cogenti in tutti gli stati membri della Comunità Europea.

    Il Regolamento CE 852/2004 costituisce il riferimento normativo generale e, insieme al Regolamento CE 178/2002 che sviluppa ed evidenzia il tema della rintracciabilità, definisce i requisiti generali della legislazione alimentare e conferma i principi fondamentali del metodo HACCP.

    Il D.Lgs. 193/2007 ha decretato definitivamente l’abrogazione del D.Lgs. 155/1997 (primo testo normativo italiano per l’applicazione del sistema HACCP) ed ha fissato specifiche sanzioni per il mancato adempimento di quanto previsto dal Regolamento CE 852/2004.

    Il Regolamento UE 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, norma l’etichettatura dei prodotti alimentari.

    Quali sono i principi su cui si basa l’elaborazione di un piano HACCP?

    Il sistema HACCP, in base al Regolamento CE n. 852/2004 prevede i seguenti 7 principi:

    • Identificare ogni pericolo da prevenire, eliminare o ridurre;
    • Identificare i punti critici di controllo (CCP – Critical Control Points) nelle fasi in cui è possibile prevenire, eliminare o ridurre un rischio;
    • Stabilire, per questi punti critici di controllo, i limiti critici che differenziano l’accettabilità dalla inaccettabilità;
    • Tracciare e applicare procedure di sorveglianza efficaci nei punti critici di controllo;
    • Stabilire azioni correttive se un punto critico non risulta sotto controllo (superamento dei limiti critici stabiliti);
    • Pianificare le procedure da applicare regolarmente per verificare l’effettivo funzionamento delle misure adottate;
    • Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa alimentare.

    Chi deve applicare il piano HACCP?

    Qualsiasi attività che effettua preparazione, trasformazione, manipolazione, confezionamento, trasporto, vendita (compresa la somministrazione) di prodotti alimentari.

    Autocontrollo e sistema HACCP sono sinonimi?

    No. Il concetto di autocontrollo ha una valenza più ampia che discende dalla responsabilizzazione dell’operatore del settore alimentare in materia di igiene e sicurezza degli alimenti e corrisponde all’obbligo di tenuta sotto controllo delle proprie produzioni.

    E’ perciò obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare.

    L’HACCP è invece un sistema che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata.

    Cosa comprende la documentazione del sistema HACCP?

    La documentazione comprende le procedure basate sui principi del sistema HACCP e le registrazioni che offrono l’evidenza dell’effettiva applicazione del sistema di autocontrollo.

    Quando va aggiornato il manuale di autocontrollo?

    La revisione del manuale di autocontrollo HACCP va effettuata ogni qualvolta siano modificate in modo significativo le modalità di lavorazione e le tecnologie utilizzate, in particolar modo quando si presentino variazioni riguardanti: ragione sociale, adeguamenti normativi, locali, attrezzature, procedure operative, variazione punti critici, diagrammi di flusso, sistema di verifica, ecc.

    Quindi il sistema stesso, il manuale e tutte le procedure non costituiscono un insieme statico, ma in continua evoluzione e miglioramento.

  • I migliori 4 sistemi home cinema del 2019

    Ognuno di noi desiderava avere le massime performance dalle proprie tv, fino a cercare di possedere un proprio sistema home cinema. Spesso, però, capita che la scelta dell’attrezzatura migliore, o comunque più adatta alle proprie esigenze, non sia facile da individuare.

    Quella che seguirà sarà una piccola lista dei migliori sistemi home cinema del 2019 e, più in particolare dei migliori quattro, così da rendere la scelta di ogni acquirente, quanto più semplice possibile.

    Top 4 dei migliori sistemi home cinema del 2019

    Ecco l’analisi, del nostro staff, sui migliori sistemi di proiezione e fruizione di contenuti audio e video, per la nostra abitazione, relativi all’anno 2019.

    Samsung Q90 QLED TV

    Al primo posto troviamo Samsung Q90 QLED TV, senza dubbio uno dei migliori sistemi per il cinema da casa che potrete trovare in commercio al momento.

    La qualità video è davvero eccezionale, al punto tale da permettervi una completa immersione nei vostri programmi preferiti. Le prestazioni del HDR sono incredibili e anche gli angoli di visione sono stati resi più ampi rispetto al suo predecessore.

    Il tutto viene completato dal suo design davvero unico e accattivante che dona un tocco di qualità a tutto l’ambiente.

    Purtroppo, nonostante la qualità eccelsa di questo apparecchio, anch’esso riscontra qualche svantaggio come la mancanza del supporto a Dolby Vision e gli altoparlanti che purtroppo non risultano essere Dolby Atmos.

    Nonostante questo, Samsung Q90 QLED TV riesce a soddisfare le esigenze di chiunque voglia possedere un proprio cinema in casa a un prezzo che varia a seconda di dove si decide di acquistarlo come ad esempio su Amazon che è possibile trovarlo a 1850 euro.

    Caratteristiche

    Disponibile in varie dimensioni, tra cui i 55, 65 e 75 pollici. Il peso è pari a 35 chili, privo di modalità 3D ma a sua volta dotato di numerosissimi ingressi come ad esempio 4 ingressi HDMI, 3 USB, Ethernet e altri ancora.

    LG C9 OLED Series

    Passiamo al numero due della lista, cavallo di battaglia di un altro brand particolarmente famoso.

    Questo apparecchio risulta essere tra i migliori nel campo, riuscendo a competere alla grande per il primo posto tra le tv 4k del momento. Parecchio consigliato da tutti coloro che lo hanno già acquistato, è infatti dotato di numerose funzioni, nonchè dotato di sistema operativo LG WebOS.

    Caratteristiche

    Oltre alle numerose funzioni di cui è dotato, dispone di un ottimo sistema operativo e di un software con intelligenza artificiale.

    Il suo design è davvero splendido, dona un tocco di classe nel salotto in cui viene posizionato.

    Purtroppo, nonostante le ottime prestazioni, rispetto agli altri LCD manca di luminosità. E non finisce qui, purtroppo possiede altoparlanti meno potenti rispetto agli OLED LG di fascia più alta ma comunque di buona qualità.

    Il prezzo varia a seconda delle dimensioni del modello. Per quello da 55 pollici, il prezzo è di 2499 euro, per i 65 pollici si aggira sui 2999 euro mentre per quello da 77 pollici il prezzo arriva fino a 6999 euro.

    Samsung Q900R QLED TV

    Al terzo posto, con la medaglia d’argento, troviamo un altro prodotto Samsung di grande qualità.

    Anche in questo caso, si sta parlando di un prodotto dalle prestazioni eccezionali. Lo si può trovare in varie dimensioni, tra cui il modello più grande che è in grado di arrivare fino agli 85 pollici, permettendovi di avere la migliore esperienza cinema nella comodità di casa vostra.

    Caratteristiche

    Come già accennato, questa tv offre prestazioni di ottima qualità. Le sue immagini in 8k sono davvero enormi e bellissime, con colori e luminosità davvero stupefacenti.

    Purtroppo, come era facile da immaginare, a un prodotto di grande qualità corrisponde anche un prezzo elevato, e questo modello non fa eccezione. Il suo prezzo, infatti, corrisponde a ben 3799 euro, per il modello da 65 pollici, mentre 5999 per quello da 75 pollici nel sito ufficiale Samsung.

    Sony Bravia AG9 OLED

    Arriviamo, infine, all’ultimo prodotto della lista, un altro marchio che è sinonimo di qualità.

    Prodotto degno del marchio che porta, con grandi prestazioni. A livello software, grazie al sistema Android tv, potrete scaricare le principali app tra cui DAZN e RaiPlay.

    Caratteristiche

    Questo apparecchio è dotato di un upscaling notevole, capace di rendere le immagini in HD e con bassa definizione, estremamente dettagliate in questo schermo 4k. L’audio si basa sull’Acoustic Surface+, così da rendere i suoni decisamente piacevoli.

    Purtroppo però, anche questo modello possiede dei difetti. In primis il design che è dotato di inclinazione all’indietro, e inoltre la mancanza dell’HDR10+.

    Nonostante questo, il prodotto è senz’altro degno di essere preso in considerazione e il suo prezzo corrisponde varia dai 2999 euro per la versione da 55 pollici fino ai 7999 euro per il modello da 77 pollici.

    Una selezione scelta di Home Cinema di qualità alla quale possono però affiancarsi produzioni artigianali realizzate con maestria da artigiani e tecnici per un pubblico di nicchia più esigente, in grado di coniugare gusto e alta tecnologia nell’ambito della domotica e dell’alta fedeltà.

  • Pericolo plastica, depuratori d’acqua casalinghi per una scelta green

    Oggi, sono davvero tanti e in continuo aumento i problemi che costantemente affliggono l’ambiente e che pian piano stanno avendo un’ influenza sempre più che negativa sul nostro pianeta. Uno dei più pressanti è senza dubbio l’inquinameno da plastica di mari e oceani.

    Inquinamento plastica: una minaccia annunciata

    Semplicemente accendendo il proprio televisore, si può capire immediatamente a che livello di gravità è arrivata la situazione riguardante l’ambiente e quali sono le cause che ne generano questa condizione.

    Difatti, sono davvero tanti i programmi televisivi che soprattutto negli ultimi periodi stanno trattando questo tema così tanto delicato e che in qualche modo stanno provando a ricercare delle soluzioni che possano limitarne gli effetti negativi.

    Ed è proprio attraverso questi mezzi di informazione che noi oggi possiamo capire in che condizioni si trova il nostro pianeta, ma soprattutto, in che modo possiamo renderci utili e contribuire nella buona riuscita della salvaguardia dell’ambiente.

    Quali sono le cause dell’inquinamento?

    Innanzitutto, per poter capire in che modo aiutare l’ambiente, il primo passo che dobbiamo compiere è quello di cercare di comprendere quali sono le cause principali che vanno a generare questa serie di effetti negativi.

    Di conseguenza non dobbiamo fare altro che capire quali sono le soluzioni da andare ad adottare.

    Senza ombra di dubbio tra le cause primarie di questa grave problematica, troviamo la plastica e l’esagerato utilizzo che oggi purtroppo se ne fa.

    Infatti, la plastica rappresenta una vera e propria minaccia per l’ambiente, una nemica acerrima difficile da contrastare ed eliminare definitivamente.

    Oggi, la quantità di plastica dispersa soprattutto nei mari è davvero impressionante e apporta delle gravi conseguenze sia alla flora che alla fauna.

    Difatti sono tanti gli animali marini che ogni giorno si ritrovano a dover subire tutti gli effetti negativi che la plastica dispersa nel mare genera, animali che subiscono delle vere e proprie intossicazioni e che vengono feriti da tutti quei residui plastici di piccole e grandi dimensioni che si ritrovano nel mare.

    Una esistenza plastic free per aiutare il pianeta

    Ma noi in che modo possiamo fermare tutto questo? In che modo possiamo aiutare il nostro pianeta a disfarsi dell’ingombrante presenza della plastica?

    Queste sono le domande più comuni che la maggior parte delle persone si pone davanti ad una situazione ambientale così critica, e alle quali si spera di riuscire a dare una risposta certa.

    A riguardo vi possiamo dire che le risposte a queste domande esistono, che una buona parte dell’ambiente è nelle nostre mani e che noi possiamo dare un grande aiuto al nostro pianeta.

    Per farlo possiamo iniziare semplicemente a modificare alcune nostre abitudini nel quotidiano.

    Il primo passo è la limitazione alll’utilizzo della plastica, andando ad inserire nelle nostre abitazioni dei nuovi mezzi tecnologici che ci permetteranno di avere sempre a nostra disposizione dell’acqua ma senza utilizzare quella tipica delle bottiglie.

    Depuratori d’acqua domestici vs Bottiglie di plastica

    Stiamo parlando del depuratore d’acqua domestico, uno strumento davvero innovativo che in un modo semplice e veloce vi permetterà di avere sempre a disposizione dell’acqua fresca e depurata, senza dover acquistare le tipiche confezioni d’acqua in plastica.

    I depuratori d’acqua in commercio a nostra disposizione sono davvero tanti e di vario genere, ognuno con delle caratteristiche specifiche per riuscire a contentare i bisogni di tutti e inoltre si presentano con dei prezzi completamente accessibili.

    Questi depuratori d’acqua apparentemente possono sembrare dei semplici strumenti domestici, ma in realtà rappresentano una vera e propria rivoluzione in grado di diminuire fortemente l’utilizzo della plastica e della sua successiva dispersione.

    Plastic Free: diamo uno stop alla plastica

    Con l’uso e l’installazione di un depuratore d’acqua, eliminiamo le tipiche bottigliette di plastica, e compiamo un’azione che, nel nostro piccolo, offrirà un grande aiuto all’ambiente nella campagna Plastic Free.

    Una azione che, se svolta da tutti, potrebbe migliorare di gran lunga la condizione del nostro pianeta.

    Con delle semplici accortezze possiamo anche noi contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, aiutare gli animali, proteggere la natura e far si che i nostri figli possano vivere in un pianeta migliore.

  • Come riconoscere i migliori infissi in alluminio

    Sono Franco, lavoro nel settore dell’installazione e della manutenzione dei serramenti dal 1971. Ho operato in ogni situazione: dall’installazione di porte e infissi per abitazioni private alla posa di serramenti blindati per realtà aziendali, oggi vi parlerò degli infissi in alluminio.

    In questo articolo andremo ad approfondire quelle che sono le caratteristiche che devono possedere gli infissi in alluminio più performanti per ottenere il massimo dell’investimento che andrete ad effettuare sulla vostra casa.

    Alluminio perché sceglierlo

    La scelta dell’installazione di infissi in alluminio per la propria abitazione può nascere per le prestazioni maggiori che questi serramenti forniscono dal lato della robustezza, della resistenza meccanica e della stabilità, della permeabilità ad aria e acqua, ma anche della sicurezza in caso di incendio.

    Caratteristiche importanti per tutti coloro che sono preoccupati per la sicurezza della propria abitazione contro furti o potenziali danni.

    Oltre a questi punti principali, altri molto importanti, per la scelta dei serramenti in alluminio, sono l’isolamento, sia termico che acustico, e la facilità nella pulizia e manutenzione.

    In più, l’alluminio, è un materiale facilmente modellabile: grazie a questa qualità può adattarsi a qualsiasi situazione abitativa sposandosi con ogni tipologia di arredamento. Si presta anche a ossidazione, anodizzazione e verniciatura con differenti tecniche e con una vasta scelta di colori.

    E’ anche un materiale ecologico: essendo completamente riciclabile può essere riutilizzato all’infinito con un dispendio di energia limitato, ha un basso impatto ambientale e non disperde gas nocivi in caso di incendio.

    Serramenti certificati

    Quando scegliamo i serramenti in alluminio per la nostra casa, innanzitutto, accertiamoci che questi siano conformi alle caratteristiche tecnico-prestazionali regolate dalla norma UNI EN 14351-1:2006 e idonei al marchio CE.

    Ma questo potrebbe non bastare.

    Serramenti a taglio freddo NO!

    Di base l’alluminio è un conduttore naturale. Significa che i cosiddetti serramenti in alluminio a taglio freddo non sono particolarmente performanti a livello di isolamento termico, possono quindi fare da ponti termici e permettere la propagazione del caldo in Estate o del freddo in Inverno.

    Nei casi in cui la temperatura esterna sia prossima allo zero potrebbe formarsi condensa sulle nostre finestre e questa può generare muffa, una situazione da evitare assolutamente per non penalizzare il confort della nostra casa.

    Serramenti in alluminio a taglio termico

    Per assicurare il completo isolamento della nostra abitazione occorre “spezzare” il ponte termico. Questo risultato è garantito dall’installazione di infissi in alluminio a taglio termico.

    Questi serramenti vengono realizzati inserendo all’interno delle camere d’aria del materiale isolante che interromperà la conducibilità del metallo.

    Anche in questo caso, molto importante è la qualità e la quantità del materiale inserito tra il profilo interno ed esterno che andrà ad incidere sulla efficacia della coibentazione e sul costo finale.

    Infissi con una presenza di isolante ottimale sono riconoscibili anche per il loro spessore, maggiore della media, e segno di prestazioni più elevate nell’ambito del risparmio energetico.

    Per questa soluzione il prezzo è certamente più alto delle classiche finestre e porte finestra, ma investendo qualcosa in più per serramenti basati su questa tecnologia avremo a disposizione infissi di qualità superiore il cui costo si ripagherà nel tempo grazie alla loro durevolezza.

    Detrazioni fiscali e vantaggi economici

    La scelta degli infissi in alluminio a taglio termico per la nostra casa ci garantirà quindi un notevole risparmio sui consumi per il riscaldamento e la climatizzazione della nostra abitazione, potremo salvare fino al 30% dell’energia necessaria.

    Per il miglioramento termico dell’edificio in cui abiti potrai anche richiedere una detrazione sulla spesa effettuata per la sostituzione di porte e finestre fino a 96.000 Euro.

    Un incentivo appetibile che, insieme agli altri vantaggi, rende il passaggio ai serramenti in alluminio una scelta ottimale per tutti i proprietari di casa.